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Cosa compare da subito, cosa va inserito a mano e come ripartire le spese tra genitori secondo la situazione familiare: coppia sposata, conviventi, separati

Il 730 precompilato dà l’impressione di essere completo. Le spese sanitarie ci sono, le detrazioni principali anche. Ma per chi ha figli a carico quella sensazione è spesso un’illusione: alcune delle detrazioni più comuni per le famiglie con bambini non vengono inserite automaticamente, e chi invia senza controllare le perde semplicemente.

Non è una questione marginale. La mensa scolastica vale fino a 190 euro di rimborso fiscale per figlio se si arriva al tetto massimo. Le spese sportive fino a 40 euro a figlio. Sommate per due figli su dieci anni di scuola, stiamo parlando di migliaia di euro lasciati sul tavolo non per mancanza di diritto, ma perché nessuno ha spiegato dove guardare e cosa inserire. È uno dei temi centrali dell’educazione finanziaria in Italia.

Questa guida copre tutto: cosa c’è nel precompilato, cosa va aggiunto a mano, e come gestire la ripartizione delle spese tra genitori nelle situazioni più comuni (coppie sposate, conviventi non sposati, separati con affido congiunto, separati con affido esclusivo).

Il problema: il precompilato con figli non è mai davvero completo

Il 730 precompilato si costruisce con i dati che i soggetti erogatori trasmettono all’Agenzia delle Entrate. Banche, assicurazioni, strutture sanitarie con obbligo di trasmissione, datori di lavoro: questi dati arrivano in modo automatico. Ma molti soggetti che raccolgono spese detraibili non hanno questo obbligo, oppure lo hanno solo parzialmente.

Per i genitori, il risultato è una dichiarazione che spesso mostra alcune voci correttamente precompilate e ne omette altre del tutto. Il 62% dei contribuenti con figli a carico deve apportare almeno una modifica alla precompilata per non perdere detrazioni a cui ha diritto, secondo le stime dell’Agenzia delle Entrate sulle dichiarazioni 2024.

Inviare senza modificare ha una conseguenza immediata: quelle detrazioni non recuperate non si possono rivendicare in seguito. La dichiarazione presentata è definitiva, e i termini per la rettifica sono stretti e soggetti a condizioni specifiche.

Cosa compare automaticamente e cosa no: la mappa 2026

Prima di aprire il modello vale la pena sapere cosa aspettarsi.

Dati che entrano in automatico nel precompilato:
Spese mediche pagate con carta o bonifico presso strutture convenzionate (farmacie, ospedali, laboratori). Interessi sul mutuo (trasmessi dalla banca). Premi assicurativi (trasmessi dalla compagnia). Contributi previdenziali (attenzione, non quelli volontari al fondo pensione!). Spese funebri (se il pagamento è tracciabile). Alcune spese universitarie se l’ateneo le trasmette.

Dati che NON entrano in automatico (vanno inseriti a mano):

Dove fare i controlli nel modello 730: la mappa dei quadri

Prima di entrare nel dettaglio delle singole spese, vale la pena sapere dove guardare nel modello. Il 730 è strutturato in quadri con lettere: chi non lo usa spesso può perdersi facilmente.

Prospetto familiari a carico (frontespizio)

È la prima cosa da controllare, ancora prima delle spese. Si trova nel frontespizio del modello, subito dopo i dati anagrafici. Qui si indicano i familiari fiscalmente a carico (figli, coniuge, ascendenti conviventi), il loro codice fiscale, la percentuale di carico (50% o 100%) e i mesi di carico nell’anno. Se questo prospetto è sbagliato o incompleto, le detrazioni sulle spese sostenute per quel familiare non vengono riconosciute correttamente. L’ISEE aggiornato è spesso necessario per altri bonus collegati — leggi la nostra guida su ISEE 2026: cos’è e come si calcola. È il punto di controllo più importante e quello più spesso trascurato.

Quadro E: Oneri e spese detraibili e deducibili

È il cuore delle detrazioni. Qui vanno inserite manualmente tutte le spese che il precompilato non ha inserito da solo. Le righe principali per chi ha figli:

Quadro C: Redditi di lavoro dipendente

Per i lavoratori dipendenti, qui si trovano già i dati trasmessi dal sostituto d’imposta (datore di lavoro). Va verificato che il numero di rate di detrazione per redditi da lavoro dipendente sia corretto: dipende dai mesi lavorati nell’anno.

Come accedere al 730 precompilato e dove trovare le singole sezioni

Il modello si apre su myINPS o tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate (sezione “Dichiarazione precompilata”) con SPID, CIE o CNS. In modalità semplificata, il sistema mostra le voci organizzate per categoria con menu a tendina: è la modalità più guidata, consigliata per chi non ha esperienza. In modalità ordinaria (o “esperta”) si visualizza il modello completo con tutti i quadri: utile per chi ha situazioni più complesse o vuole controllare i codici specifici.

Una volta dentro, il percorso per le spese scolastiche è: Quadro E → Sezione “Altri oneri e spese” → Aggiungi spesa → Codice 12 (per mensa e istruzione) o Codice 16 (per sport). Il sistema chiede importo, codice fiscale del figlio per cui si sostiene la spesa, e anno di riferimento.

La mensa scolastica: come inserirla, dove trovarla, il limite da conoscere

La spesa per la mensa scolastica è detraibile al 19% ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. e-bis del TUIR. Rientra tra le spese di istruzione e va inserita nel Quadro E, righi E8-E12, con il codice 12.

Il tetto da conoscere è € 1.000 per figlio all’anno, ma è un tetto cumulativo: non vale solo per la mensa, ma per tutte le spese di istruzione sommate insieme (mensa, trasporto scolastico, gite, assicurazione della scuola, contributi volontari). Chi spende 800 euro di mensa e 300 euro tra gite e contributi può detrarre solo su 1.000 euro complessivi, non su 1.100. La detrazione massima effettiva è quindi € 190 per figlio (1.000 × 19%).

Come trovare le ricevute:

La maggior parte dei Comuni e dei gestori del servizio mense mette a disposizione un’area online accessibile con SPID o credenziali dell’ente. Molti pagamenti transitano tramite PagoPA o App IO, che conservano lo storico delle transazioni con causale e importo. In alternativa, si può richiedere al Comune il riepilogo annuale delle spese.

Condizione fondamentale: il pagamento deve essere tracciabile: carta, bonifico, PagoPA. I pagamenti in contanti non sono detraibili.

Se la ricevuta è intestata al figlio: la spesa si ripartisce al 50% tra i genitori. Se è intestata a un genitore specifico, la detrazione spetta a quel genitore (salvo annotazione di ripartizione diversa sul documento). Per approfondire come sfruttare al meglio le detrazioni che il precompilato omette, leggi il nostro articolo sulle 12 detrazioni che gli italiani dimenticano nel 730.

Le spese sportive figli: la novità 2026 e cosa verificare

Le spese per attività sportive dei figli tra i 5 e i 18 anni sono detraibili al 19% fino a un massimo di € 210 per figlio. La detrazione massima effettiva è quindi € 40 per figlio.

Dal 2026, per la prima volta, alcune associazioni sportive dilettantistiche trasmettono i dati all’Agenzia delle Entrate, quindi alcune voci potrebbero essere già presenti nella precompilata. La copertura però non è uniforme: molte società locali, palestre e piscine non sono ancora attrezzate per la trasmissione. Verificare sempre che i dati corrispondano agli importi effettivi e aggiungere manualmente le voci mancanti.

La documentazione necessaria: ricevuta o fattura con il codice fiscale del figlio, il codice fiscale dell’ente sportivo, la causale del pagamento con riferimento all’attività sportiva, e la dicitura dell’ente come ASD o SSD. Senza questi elementi la detrazione non è supportata in caso di controllo.

Il 50% è automatico? Come funziona la ripartizione delle spese dei figli nei vari casi di coppia

Questa è la domanda che più frequentemente genera confusione, e la risposta ha due parti.

Parte 1 (prospetto familiari a carico): la dichiarazione del figlio come fiscalmente a carico va inserita nel prospetto familiare del 730. Se il precompilato riprende la situazione dell’anno precedente, i dati sono già presenti. Va però verificato che la percentuale di carico sia corretta: nel campo apposito si indica se il figlio è a carico al 100% (un solo genitore) o al 50% (entrambi i genitori). Il valore proposto in automatico riprende quello dell’anno precedente: se la situazione è cambiata, va aggiornato.

Parte 2 (singole spese): il sistema propone solitamente una divisione al 50% per le spese intestate al figlio. Ma questa proposta non è vincolante. I genitori possono scegliere di attribuire il 100% a un solo genitore, oppure concordare percentuali diverse. La scelta va indicata manualmente nel modello. Il sistema non la applica da solo perché non conosce l’accordo tra le parti.

Punto critico: se entrambi i genitori dichiarano il figlio al 100% senza accordo, si configura una doppia detrazione non ammessa, che può comportare il recupero dell’indebito con sanzioni. La regola è una sola: la somma delle percentuali tra i genitori non può superare il 100%.

Quando conviene dare il 100% a un solo genitore

La ripartizione al 50% è la regola automatica, ma non è sempre quella più conveniente. Il vantaggio fiscale di una detrazione si realizza solo se l’IRPEF lorda del contribuente è superiore alla detrazione stessa. Quando uno dei due genitori ha un reddito basso, e quindi un’IRPEF lorda ridotta, la quota di detrazione che gli spetta potrebbe superare l’imposta dovuta, andando in parte persa.

In questi casi conviene attribuire il 100% al genitore con reddito più elevato, che ha più capienza fiscale per sfruttare l’intera detrazione.

Un esempio concreto: se la detrazione per le spese scolastiche di un figlio vale 190 euro e il genitore con reddito basso deve pagare solo 80 euro di IRPEF, la sua quota del 50% (95 euro) produce un rimborso di soli 80 euro. L’altro genitore, con IRPEF alta, potrebbe invece recuperare i 95 euro interi. Spostando la detrazione al 100%, si recuperano 190 euro invece di 175.

La scelta va comunicata all’altro genitore, che deve indicare 0% nel proprio 730, e può essere modificata ogni anno in base alla situazione fiscale. Non è necessario un atto notarile: è sufficiente la coerenza tra le due dichiarazioni.

Coppia sposata convivente

È la situazione più semplice. Il figlio va dichiarato a carico al 50% su entrambi i 730, oppure al 100% su uno solo previo accordo. Le spese intestate al figlio si ripartiscono secondo la percentuale dichiarata nel prospetto familiari. Le spese intestate a un genitore specifico spettano a quel genitore.

Il partner non entra nel 730 come coniuge a carico se ha redditi propri superiori a € 2.840,51 annui (soglia 2026). Anche se non è a carico, il codice fiscale del coniuge va comunque inserito nel frontespizio: è obbligatorio e serve per far girare correttamente i calcoli del sistema.

Coppia non sposata convivente

Le regole fiscali per i conviventi di fatto (non uniti civilmente, non sposati) sono meno intuitive di quanto ci si aspetti, sia in meglio che in peggio.

Il partner non si può detrarre come coniuge. La detrazione per coniuge a carico spetta solo ai coniugi legalmente sposati (matrimonio civile o concordatario) e ai partner uniti civilmente ai sensi della L. 76/2016. Il convivente more uxorio, anche se vive stabilmente con il dichiarante da anni e ha un reddito sotto la soglia, non dà diritto a questa detrazione.

I figli si gestiscono esattamente come per i coniugati. La ripartizione al 50%, la possibilità di attribuire il 100% al reddito più alto, le regole sulle spese intestate al figlio: tutto funziona allo stesso modo. La condizione di convivenza non modifica le regole sui figli comuni.

Le spese mediche del convivente sono detraibili nella misura in cui riguardano le spese sostenute nel suo interesse, purché documentate e pagate dal dichiarante. Non spetta però la detrazione forfettaria per il familiare a carico. Per un quadro completo dei diritti economici dei lavoratori dipendenti, leggi il nostro articolo sui diritti del lavoratore 2026.

Genitori separati con affido congiunto

In caso di separazione o divorzio con affido congiunto, la regola di default è la stessa delle coppie non separate: il figlio si ripartisce al 50% su entrambi i 730. I genitori possono accordarsi per attribuire il 100% a quello con reddito più elevato. In questo caso il genitore che riceve l’intera detrazione deve restituire all’altro il 50% dell’importo, ma questa restituzione avviene privatamente tra le parti e non compare nella dichiarazione.

Le spese di istruzione e sanitarie si ripartiscono secondo le stesse regole: in base all’intestazione della ricevuta o all’accordo tra i genitori. Se i pagamenti vengono fatti da uno solo dei due (ad esempio perché gestisce il conto corrente a cui è collegato il pagamento della mensa), la ricevuta risulta intestata a lui e la detrazione spetta a lui. Per ripartirla al 50% è necessario che sulla ricevuta sia annotata la percentuale di ripartizione.

Genitori separati con affido esclusivo

Con affido esclusivo, la detrazione per il figlio spetta al 100% al genitore affidatario, a meno di accordo diverso tra le parti. Il genitore non affidatario non ha diritto alla detrazione sul figlio, salvo che l’accordo di separazione lo preveda esplicitamente.

Le spese da lui sostenute nel 2025, come visite mediche e attività sportive pagate durante i periodi di frequentazione, sono in linea di principio detraibili dal genitore che le ha effettivamente pagate, purché documentate a suo nome. Il fatto che il figlio sia fiscalmente a carico dell’altro genitore non preclude la detrazione sulle spese che il non-affidatario ha effettivamente sostenuto, ma è una casistica che conviene approfondire con un CAF o un consulente fiscale se gli importi sono significativi.

Figli under 21: perché non compaiono come detrazione IRPEF

Dal marzo 2022, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale (AUU), le detrazioni IRPEF fisse per i figli sotto i 21 anni sono state eliminate. L’assegno INPS ha sostituito quello che prima era uno sgravio fiscale in dichiarazione.

Questo significa che nel 730/2026 non troverete una detrazione forfettaria per il figlio di 8 o 15 anni. È normale, non è un errore. Il sostegno economico per quei figli arriva mensilmente tramite l’assegno unico INPS, non dal 730. Per sapere gli importi aggiornati 2026 e come verificare che stai ricevendo la cifra corretta, leggi il nostro articolo sui bonus 2026 dalla Legge di Bilancio.

Quello che rimane invece pienamente attivo per tutti i figli a carico, indipendentemente dall’età, sono le detrazioni sulle spese effettivamente sostenute: mensa, sport, spese sanitarie, attività scolastiche. Queste non sono state eliminate dall’introduzione dell’AUU e vanno inserite normalmente nel quadro E.

Per i figli tra i 21 e i 30 anni: spetta ancora la detrazione IRPEF fissa, calcolata proporzionalmente al reddito del dichiarante, purché il figlio abbia un reddito annuo non superiore a € 2.840,51 (o € 4.000 tra i 21 e i 23 anni se studente). Dal 2026 esiste anche il limite massimo di 30 anni: un figlio che ha compiuto 30 anni entro il 31 dicembre 2025 non può essere dichiarato a carico nel 730/2026, salvo disabilità certificata ai sensi della L. 104/1992.

La novità 2026 per redditi sopra 75.000 euro

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un tetto massimo alle detrazioni per i contribuenti con reddito complessivo superiore a € 75.000. Il limite si applica a tutte le detrazioni al 19% (spese scolastiche, sportive, sanitarie non obbligatorie, veterinarie, ecc.) e varia in base al reddito e al numero di figli a carico.

Il sistema precompilato applica questo tetto automaticamente, ma il contribuente può gestirlo manualmente nel Quadro E scegliendo di privilegiare determinate spese rispetto ad altre per ottimizzare il rimborso. Chi ha redditi in questa fascia e figli a carico dovrebbe verificare con attenzione che il calcolo automatico coincida con la distribuzione più conveniente tra le voci disponibili.

Come fare per gestire il tutto, mentre si lavora (e magari si sta anche con i figli)?

Gestire correttamente le detrazioni per i figli richiede attenzione, documenti in ordine e una grossa dose di pazienza. Non tutti i lavoratori hanno il tempo o la familiarità con le norme fiscali per farlo in modo ottimale, e ogni anno una parte significativa dei rimborsi a cui si ha diritto rimane non recuperata semplicemente per mancanza di orientamento.

FunniFin mette a disposizione delle aziende uno Sportello Fiscale Digitale che permette ai dipendenti di ricevere la compilazione del 730 direttamente dalla piattaforma, senza code agli sportelli e senza burocrazia. Lo stesso strumento supporta la richiesta di bonus pubblici, il calcolo dell’ISEE e l’identificazione delle agevolazioni applicabili alla situazione specifica di ogni lavoratore.

Un servizio concreto che porta i bonus e il welfare pubblico nel pacchetto di welfare aziendale e che produce un impatto diretto e misurabile sul benessere finanziario dei dipendenti: più rimborsi recuperati, meno stress fiscale, più tempo per quello che conta.


FAQ

La mensa scolastica è nel precompilato?
Quasi mai. I Comuni che gestiscono il servizio di refezione scolastica non hanno in generale l’obbligo di trasmettere i dati all’Agenzia delle Entrate, e molti non lo fanno. Va inserita manualmente nel Quadro E con il codice 12. Il limite complessivo con le altre spese di istruzione è di € 1.000 per figlio.

Il 50% sul figlio è automatico o devo dichiararlo?
Il precompilato riprende la situazione dell’anno precedente. Se già l’anno scorso era al 50%, lo ritrovi così anche quest’anno. Va comunque verificato e modificato se è cambiata la situazione o se si vuole attribuire il 100% al genitore con reddito più alto. Non è il sistema a decidere: sei tu.

Se non sono sposato/a, posso comunque detrarre le spese del figlio?
Sì. Per i figli comuni, le regole sono identiche a quelle dei coniugati: ripartizione al 50% o accordo per il 100%. Quello che non è possibile tra conviventi non sposati è la detrazione del partner come “coniuge a carico”.

Posso dare il 100% della detrazione del figlio al partner con reddito più alto?
Sì, ma l’altro genitore deve dichiarare 0% nel proprio 730. Se entrambi dichiarano percentuali che sommano più del 100%, si configura una doppia detrazione non ammessa con sanzioni.

Mio figlio ha 9 anni, perché non ho detrazioni per lui nel 730?
Perché dal 2022 i figli sotto i 21 anni non danno più diritto alla detrazione IRPEF fissa in dichiarazione: quella è stata sostituita dall’Assegno Unico INPS. Le spese che hai sostenuto per lui (mensa, sport, sanitarie) restano però detraibili normalmente.

Se sono separato e pago io la mensa, posso detrarla?
In linea di principio sì, se la ricevuta è a tuo nome e il pagamento è tracciabile. La situazione si complica se il figlio è fiscalmente a carico dell’altro genitore. Per importi significativi, conviene verificare con un CAF o un consulente fiscale.

Entro quando si può inviare il 730 2026?
Il modello precompilato è disponibile dal 30 aprile 2026. L’invio è possibile dal 14 maggio al 30 settembre 2026. Chi invia entro il 31 maggio riceve l’eventuale rimborso già nel cedolino di luglio.


Fonti: Agenzia delle Entrate — Guida alla dichiarazione precompilata 2026; Agenzia delle Entrate — Istruzioni Modello 730/2026; art. 15 TUIR — detrazioni per oneri; INPS, Assegno Unico Universale — circolare n. 7/2026; Agenzia delle Entrate, circolare n. 14/E 2022 — istruzioni Assegno Unico e detrazioni figli; D.Lgs. n. 192/2025 — riordino detrazioni familiari; Altroconsumo, guida familiari a carico 2026.