
Il riscatto della laurea è uno degli argomenti previdenziali più discussi tra i lavoratori under 45. C’è chi lo considera indispensabile e chi lo vede come una spesa inutile. La verità, come spesso accade in ambito pensionistico, dipende interamente dalla situazione personale e dai numeri.
Cos’è il riscatto della laurea e perché interessa sempre più persone
Il riscatto della laurea è uno strumento previdenziale che consente di versare volontariamente all’INPS contributi per coprire gli anni universitari, trasformandoli in anzianità contributiva utile ai fini pensionistici. In termini pratici, significa comprare anni di contributi che altrimenti mancherebbero dal proprio estratto conto previdenziale.
L’interesse per questo strumento è cresciuto significativamente negli ultimi anni. Secondo i dati INPS, nel 2025 le domande di riscatto sono state oltre 38.000, con un aumento del 50% rispetto al 2024. La ragione è semplice: con lo smantellamento progressivo di Quota 103 e Opzione Donna, il riscatto della laurea è rimasto uno dei pochi strumenti disponibili per chi vuole uscire dal lavoro prima dei 67 anni previsti dalla legge Fornero.
Non è però uno strumento adatto a tutti, e non conviene sempre. Per capire quando e perché, occorre partire dai numeri reali.
Le due modalità: ordinario e agevolato, differenze concrete
Esistono due modi per riscattare la laurea, con costi e benefici molto diversi.
Il riscatto ordinario calcola il costo in base alla retribuzione lorda percepita negli ultimi 12 mesi precedenti alla domanda, applicando l’aliquota contributiva del 33%. Il vantaggio principale è che l’intero importo versato è deducibile dal reddito imponibile IRPEF, con un risparmio fiscale che dipende dallo scaglione di appartenenza. Lo svantaggio è che chi guadagna bene paga molto: con una RAL di 30.000€, il costo per riscattare un anno di laurea sale a circa 9.900€. Con una RAL di 45.000€, si supera i 14.000€ per anno. Fonte: INPS, pagina ufficiale sul riscatto della laurea.
Il riscatto agevolato, introdotto nel 2019 e confermato come misura strutturale, ha una logica completamente diversa: il costo non dipende dal reddito personale ma da un valore fisso, collegato al minimale contributivo INPS per artigiani e commercianti. Per il 2026 il costo è di circa 6.207€ per ogni anno da riscattare, indipendentemente da quanto si guadagna. Il trattamento fiscale è diverso rispetto all’ordinario: il 50% dell’importo versato è detraibile direttamente dall’IRPEF (non deducibile dal reddito), il che garantisce un risparmio fiscale certo e calcolabile in anticipo.
La scelta tra le due modalità non è automatica e dipende dalla retribuzione, dall’anzianità contributiva già maturata e dall’obiettivo che si vuole raggiungere con il riscatto. Non è possibile cambiare modalità una volta avviato il pagamento.
Quanto costa davvero: la tabella dei costi 2026
I numeri che seguono sono basati sui dati ufficiali INPS e sulle simulazioni pubblicate per il 2026.
Riscatto agevolato (costo fisso 2026: ~6.207€/anno):
| Durata corso | Costo lordo totale | Risparmio fiscale (detrazione 50%) | Costo netto stimato |
|---|---|---|---|
| Triennale (3 anni) | 18.621€ | 9.310€ | ~9.311€ |
| Magistrale biennale (2 anni) | 12.414€ | 6.207€ | ~6.207€ |
| Ciclo unico 5 anni (es. medicina, legge) | 31.035€ | 15.517€ | ~15.518€ |
| Vecchio ordinamento 4 anni | 24.828€ | 12.414€ | ~12.414€ |
Riscatto ordinario (variabile in base alla RAL):
| RAL lorda annua | Costo per anno | 3 anni (triennale) | 5 anni (ciclo unico) |
|---|---|---|---|
| 24.000€ | ~7.920€ | ~23.760€ | ~39.600€ |
| 30.000€ | ~9.900€ | ~29.700€ | ~49.500€ |
| 40.000€ | ~13.200€ | ~39.600€ | ~66.000€ |
ATTENZIONE. Per il riscatto ordinario, l’intera somma è deducibile dal reddito imponibile: chi ricade nello scaglione IRPEF del 35% risparmia il 35% dell’importo versato in tasse. Con una RAL di 30.000€ e 3 anni da riscattare (costo 29.700€), il risparmio fiscale sarebbe circa 10.395€, portando il costo netto a circa 19.305€. Per RAL superiori ai 50.000€ (scaglione 43%), il risparmio è ancora più significativo.
Il simulatore INPS: lo strumento gratuito da usare prima di decidere
Prima di fare qualsiasi valutazione, esiste uno strumento ufficiale e gratuito che vale la pena conoscere: il Simulatore del riscatto della laurea dell’INPS, accessibile online, permette di stimare il costo del riscatto ordinario sulla base della propria situazione contributiva e reddituale. Per il riscatto agevolato il calcolo è più semplice: circa 6.207€ moltiplicato per gli anni da riscattare, con detrazione del 50%.
Il simulatore non sostituisce una consulenza professionale per valutare la convenienza complessiva, ma è il punto di partenza corretto per avere i numeri reali della propria situazione.
A cosa serve davvero: i due obiettivi del riscatto
Il riscatto della laurea può essere utile in due modi distinti, e confonderli porta spesso a decisioni sbagliate.
Il primo obiettivo è anticipare il pensionamento. Chi ha iniziato a lavorare subito dopo la laurea si trova a mancare di quegli stessi anni di contributi per raggiungere i requisiti della pensione anticipata ordinaria, che nel 2027 richiederà 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Riscattare 3, 4 o 5 anni di università può fare la differenza tra andare in pensione a 62 anni e doverne aspettare 67. Per chi ha questo obiettivo realistico e documentabile, il riscatto è uno strumento interessante.
Il secondo obiettivo è aumentare l’importo della pensione. Su questo punto occorre essere onesti: il riscatto agevolato ha un impatto sull’assegno finale più limitato rispetto all’ordinario, perché il valore contributivo aggiunto si basa sul minimale e non sullo stipendio reale. Se l’unico scopo è avere una pensione più alta, esistono alternative da valutare, come il fondo pensione complementare con i vantaggi fiscali della previdenza integrativa, che in molti casi offrono un rendimento più efficiente sullo stesso capitale.
La simulazione: quando conviene e quando no
Facciamo tre scenari concreti per capire in quali casi il riscatto ha senso e in quali no.
Scenario A — Marco, 32 anni, laureato triennale + magistrale, RAL 28.000€
Marco ha 5 anni di università da riscattare. Con il sistema agevolato il costo lordo è 31.035€, il netto, dopo detrazione, circa 15.518€. Marco ha iniziato a lavorare a 26 anni e ad oggi ha 6 anni di contributi. Senza riscatto, raggiungerebbe i requisiti per la pensione anticipata ordinaria intorno ai 67 anni e 6 mesi. Con il riscatto dei 5 anni universitari, potrebbe avvicinarsi ai 62 anni. Il risparmio di 5 anni e mezzo di lavoro ha un valore economico enorme, sia in termini di qualità della vita sia in termini finanziari (5 anni di pensione in più, 5 anni di spese lavorative in meno). In questo scenario il riscatto è quasi certamente conveniente, e farlo a 32 anni con il riscatto agevolato è il momento ottimale: il costo è fisso e non dipende dalla futura crescita salariale.
Scenario B — Laura, 45 anni, laurea magistrale 5 anni, RAL 55.000€
Laura ha 5 anni da riscattare. Con il sistema ordinario il costo lordo sarebbe circa 90.750€ (55.000€ × 33% × 5), con una deduzione IRPEF al 43% che porta il netto a circa 51.728€. Con il sistema agevolato il costo netto sarebbe circa 15.518€. La differenza è enorme: per Laura l’agevolato è quasi certamente la scelta giusta sul piano economico puro, anche se il beneficio sull’assegno finale sarà inferiore. La convenienza dipende da quanti anni mancano alla pensione e se il riscatto le consente effettivamente di anticipare l’uscita o solo di aumentare leggermente l’assegno. A 45 anni con 20 anni di contributi già accumulati, l’aggiunta di 5 anni potrebbe avvicinarla ai requisiti della pensione anticipata: conviene fare la simulazione sul proprio estratto conto INPS prima di decidere.
Scenario C — Giulio, 55 anni, laurea triennale 3 anni, RAL 35.000€
Giulio ha 3 anni da riscattare e alla pensione mancano circa 12 anni. Con il sistema agevolato il costo netto è circa 9.311€. Il problema è il cosiddetto “punto di pareggio”: per recuperare il capitale investito, Giulio deve vivere abbastanza a lungo da ricevere dall’aumento della pensione (o dall’anticipo dei mesi di assegno) più di quanto ha versato. A 55 anni con 12 anni alla pensione, il calcolo va fatto con precisione sulla propria situazione specifica. Il riscatto agevolato a 55 anni può ancora essere vantaggioso se permette di anticipare l’uscita di almeno 2-3 anni, ma richiede una simulazione personalizzata prima di procedere.
Il trattamento fiscale: deduzione o detrazione, cosa cambia in pratica
È uno dei punti più fraintesi del riscatto della laurea, quindi vale la pena chiarirlo con un esempio concreto.
Con il riscatto ordinario, l’importo versato è deducibile dal reddito imponibile: significa che riduce la base su cui si calcola l’IRPEF. Se hai versato 30.000€ e hai un reddito imponibile di 40.000€, paghi l’IRPEF su 10.000€ invece che su 40.000€. Il risparmio dipende dallo scaglione marginale (dal 23% al 43%). È un vantaggio fiscale potente, ma distribuito nel tempo se si sceglie la rateizzazione.
Con il riscatto agevolato, l’importo versato genera una detrazione del 50%: significa che il 50% di quanto versato viene scalato direttamente dall’IRPEF dovuta, non dalla base imponibile. Su un riscatto agevolato di 31.035€ (5 anni), la detrazione è di 15.517€ direttamente sull’imposta. Questo meccanismo è più semplice, più prevedibile e immediato. La detrazione può essere distribuita in più anni se si sceglie la rateizzazione del versamento.
In entrambi i casi, la possibilità di rateizzare l’importo, fino a 120 rate mensili, rende il riscatto accessibile anche a chi non dispone immediatamente dell’intera somma.
Quando il riscatto non conviene: i casi da evitare
Esistono situazioni in cui il riscatto della laurea non è la scelta più razionale, indipendentemente dal sistema scelto.
Se l’unico obiettivo è aumentare l’importo della pensione mensile senza anticipare l’uscita dal lavoro, il riscatto agevolato raramente è lo strumento più efficiente. Lo stesso capitale investito in un fondo pensione complementare, con la deducibilità fino a 5.300 € annui e una tassazione al momento dell’erogazione del 15%, può generare un rendimento più elevato nel lungo periodo.
Il riscatto non conviene nemmeno se mancano molti anni alla pensione e la propria carriera è incerta: il valore del riscatto dipende fortemente dal fatto che si continui a lavorare e contribuire per raggiungere i requisiti. Chi ha una carriera discontinua o ha periodi di lavoro autonomo alternati a dipendente dovrebbe verificare molto attentamente la propria posizione contributiva prima di investire in un riscatto.
Infine non conviene se il riscatto non sposta concretamente la data di pensionamento: se si è già in linea con i requisiti senza riscatto, l’investimento aggiunge poco valore pratico.
Riscatto della laurea e pianificazione previdenziale: il quadro completo
Il riscatto della laurea ha senso solo se inserito in una pianificazione previdenziale più ampia. Significa conoscere il proprio estratto conto contributivo INPS, sapere quanti anni mancano ai requisiti della pensione anticipata, capire qual è il gap previdenziale tra la pensione pubblica attesa e il reddito che si vuole mantenere.
La maggior parte delle persone non ha mai fatto questo calcolo. Non per disinteresse, ma perché nessuno li ha mai guidati attraverso i numeri reali della propria situazione. Come abbiamo visto nell’articolo sui Pensione 2027 e 2028: cosa cambia con la circolare INPS n. 28 e cosa devi fare adesso, i paletti si stanno progressivamente alzando: più si aspetta, più il riscatto diventa costoso e meno incisivo. Farlo a 30 anni con il sistema agevolato è quasi sempre più conveniente che farlo a 50, perché il costo è lo stesso ma il beneficio potenziale è maggiore.
Strumenti come il Pension Check-Up di FunniFin aiutano a mettere insieme tutti questi elementi, dalla simulazione del costo del riscatto alla stima della pensione pubblica, fino alla valutazione del gap da colmare con strumenti complementari.
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FAQ — Domande frequenti sul riscatto della laurea
Chi può richiedere il riscatto della laurea?
Può richiederlo chiunque abbia conseguito un titolo universitario riconosciuto e abbia versato almeno un contributo all’INPS. La domanda può essere presentata a qualsiasi età, anche da chi è ancora inoccupato. Non si possono riscattare gli anni fuori corso né i periodi già coperti da contribuzione obbligatoria.
Il riscatto agevolato ha scadenze?
No. Il riscatto agevolato è una misura strutturale, non temporanea. Non esistono finestre di tempo entro cui fare domanda: può essere richiesto in qualsiasi momento.
Posso rateizzare il pagamento?
Sì. L’INPS consente di rateizzare l’importo fino a 120 rate mensili, senza interessi. Questo rende il riscatto accessibile anche in assenza della liquidità immediata necessaria.
La laurea magistrale si può riscattare separatamente dalla triennale?
Sì. È possibile riscattare singoli anni o l’intero corso, senza dover necessariamente riscattare tutto. Si può scegliere di riscattare solo la triennale, solo la magistrale o entrambe.
Come verifico quanti anni mi mancano alla pensione anticipata?
Accedendo al proprio estratto conto contributivo sul portale INPS tramite SPID, o usando il simulatore ufficiale disponibile sul sito INPS. È il punto di partenza indispensabile prima di valutare qualsiasi decisione sul riscatto.
Il riscatto della laurea è compatibile con il fondo pensione?
Sì, sono strumenti indipendenti e complementari. Il riscatto agisce sulla pensione pubblica INPS; il fondo pensione costruisce una pensione complementare privata. Una pianificazione previdenziale seria considera entrambi in funzione degli obiettivi personali.
Conclusione
Il riscatto della laurea non è né sempre conveniente né sempre inutile. È uno strumento che ha senso quando si inserisce in una strategia previdenziale chiara, quando l’obiettivo di anticipare la pensione è concretamente raggiungibile, e quando il costo netto dopo le agevolazioni fiscali è sostenibile rispetto al beneficio atteso.
I numeri del 2026 lo rendono accessibile: circa 6.207€ per anno con il sistema agevolato, con una detrazione del 50% che dimezza il costo netto. Per chi ha 30 anni e una laurea magistrale, riscattare 5 anni significa investire circa 15.500€ netti per avere la possibilità di andare in pensione 5 anni prima. È un’opzione che vale la pena calcolare con precisione.
La pensione non si costruisce il giorno in cui si decide di andare in pensione. Si costruisce nelle scelte fatte 20 o 30 anni prima.